Zeno

Fortilicium Zeno, non localizzato con esattezza ma da porsi verosimilmente presso Agira. Il fortilizio è attestato unicamente alla metà del XIV secolo.

Documentistorici ci sono molto utili.  Gettano luce suavvenimentiimportanti e fatti del passato.  Solo con l’aiuto di questistoricisonostati in grado di ricostruireilpassato.  Questidocumentirelativiallamaggiorpartedellecivilizzazioni non sonodisponibili.  Con l’aiuto di qualsiasiinformazionepocodisponibile, possiamoconoscere le guerre, ilcommercio, lo stile di vita, lo sviluppodell’arte e dellareligione.  Molti di questifattiimportantisonocollegati qui.

Da Cosentino (1886) apprendiamo che nel 1355 (nov. 3) – rè Federico IV ingiunge all’ universitas di Agira di assegnare, come già ordinato dal defunto rè Ludovico, una certa somma di denaro a Ruggero Pernici di Aidone il quale aveva restituito all’ universitas il fortilicium chiamato Zeno già occupato dai nemici della corona.

Castello di Altavilla Visto: 1238
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Il castello di Altavilla è da localizzarsi in Val di Noto, nel comune di Melilli in provincia di Siracusa.
Il castello, attestato dal 1374, subì distruzioni per i terremoti del 1542 e, soprattutto, del 1693. Dal Glénisson (1948) si apprende che nel 1374-75 sono attestati il castrum Alteville et casale Melilli con 45 fuochi solvibili. Nel 1417 rè Alfonso V concede Augusta, nel cui territorio era compresa Melilli a Diego Gomez Sandoval. Nel 1445 Pietro Busuldano, conservatore generale del regno, rivendica al demanio i territori di Augusta e Melilli; Ferdinando il Cattolico li vendette a Guglielmo Raimondo Moncada. Nel 1445 Pietro Busuldano, conservatore generale del regno, rivendica al demanio i territori di Augusta e Melilli; Ferdinando il Cattolico li vendette a Guglielmo Raimondo Moncada.Nel 1535 Salvatore Mastrantonio s’investe della baronia, terra e castello di Melilli con il mero e misto imperio, per rivendita fatta loro da Blasco Branciforte.Nel 1539 Giuseppe Mastrantonio il 7 gennaio s’investe della baronia e terra di Melilli per la morte del padre Salvatore. Nel 1540 Antonio Cuvello s’investe il 6 marzo della baronia e terra di Melilli. Nel 1568 Cesare Moncada Pignatelli s’investe della baronia, terra e castello di Melilli il 5 novembre 1568 per averli aquistati dal suddetto Covello. Nel 1644 Aloisio Moncada acquista l’8 marzo 1644 la baronia, terra e castello di Melilli da Sebastiano Tristaino. Ed infine nel 1673 Ferdinando Moncada s’investe della baronia, terra e castello di Melilli il 24 aprile 1673.
il castello sorgeva nel pianoro soprastante il paese di Melilli, in località che ancor oggi è denominata ‘Castello’ e fu sconquassato dal terremoto del 1542 e distrutto da quello del 1693. Vi era inoltre una torre, munita di artiglieria e ben capace, posta sotto il castello a difesa immediata del paese, precisamente nell’altipiano che tramanda il nome, attualmente incorporato nell’abitato tra la casa feudale dei Moncada e Cugno dei Cappuccini. (Rizzo, Storia 1990). Secondo l’Amico la fortezza sorgeva un tempo “… nella parte suprema, componevasi tutta di pietra quadre e talmente tra se ben combaciate da sembrare quasi una mole intera”. Da una lettera del 1740 del notaio Bartolomeo Albani indirizzata al monaco don Giacinto, apprendiamo, che la torre antica venne ricostruita, denominata ‘nuova’ e portava sopra la porta uno stemma.

Palici o Santa Barbara o Montagna di Marzo Visto: 1049
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Castrum Palici, Castrum Sanctae Barbarae. Non sono segnalati resti relativi ad un fortilizio medievale nell’ampia area della Montagna di Marzo del Comune di Piazza Armerina (Enna). Il Librino (1928) segnala che il castrum Palici è ricordato da un documento pisano della metà del XIV secolo. Il Cosentino (1886) riporta che nel 1356, rè Federico IV concede a Rainaldo de Gabriele di Piazza la licenza di erigere un castello nel feudo Santa Barbara (anche detto Montagna di Marzo).

Petra de Iannella Visto: 870
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Fortilicium Petrae de lannella. Non localizzato con certezza è da ubicarsi nei pressi di Piazza Armerina. Dal Cosentino (1886) apprendiamo che nel giugno 1358 Federico IV scrive al vicecapitano di Piazza ordinandogli di ingiungere a Federico Branciforti di distruggere il fortilicium di Petra de lannella, costruito presso Piazza, e in caso di rifiuto costringerlo con la forza.

 

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