CASTELLO DI TROINA (Troina – Enna)

Ubicazione: centro urbano, area della cattedrale.
Localizzazione storica: Val Demone.
Cronologia delle principali fasi storico-costruttive: ipotizzabile la sua costruzione nella prima età normanna.
Notizie storiche:
1061 – accolto ‘con giubilo’ dalla popolazione, il conte Ruggero passa a Troina le feste natalizie – Malaterra, p. 35.
1062 – mentre Ruggero assediava Nicosia, i cristiani greci attaccarono il castello di Troina e scacciarono la guarnigione – ivi, p. 36.
1067 -1079 – edificazione a Troina della prima cattedrale normanna, personalmente curata e realizzata a spese del conte Ruggero che la chiama nei suoi diplomi di fondazione e dotazione ‘primogenita’ e ‘prediletta’; tale costruzione è ampiamente descritta da Malaterra (pp. 68-69).
1082 – la citta è designata a sede di vescovado – Starrabba 1888,1, p. 2, doc. I.
1088 – era ancora in corso l’assedio di Butera, quando papa Urbano II si incontrò col conte Ruggero a Troina -Malaterra, pp. 92-93.
1150 ca. – “… Traina è castello [hisn] da rassomigliare a citta [inurbato]; desiderato soggiorno; fortalizio che si estolle sui lati” – Idrisi, in Amari 1880-81,1, p. 113.
1154 – è documentato in un atto greco un tale Graziano, ‘maestro castellano di Troina’ – Starrabba 1888, II, p. 390.
1169 – ecclesia castri civitatis nostrae Troinae – ivi, I, 27.
1170 – e attestato a Troina un Gregorius castellanus – Garufi 1899, p. 119, doc. LI.
1212 – terra e castrum – Winkelmann 1880-85,1, p. 98, doc. 114.
1409 – a Troina sussiste solo una torre, di regio demanio, ridotta al rango di domus plana (semplice residenza smilitarizzata) – ACA, Maestro Racional 2506, c. XIIIv (ex inf. F. Maurici).
1425 – è nuovamente attestata la torre demaniale – ASPA, Conservatoria del Real Patrimonio, reg. 1011 c. 53 (Maurici 1992, p. 379),
1558 – “L’edificio sacro che si chiama Chiesa Maggiore fu una volta la rocca della citta vecchia; il conte Ruggero la demolì e al suo posto costruì un tempio grandissimo, che oggi il volgo chiama Baglio del Castello” – Fazello, I, pp. 442-443.
1757 – Amico ricorda il balio del castello, per esservi stata un tempo una fortezza, sulle cui costruzioni fu edificata dal nominato Ruggero la basilica” -Amico 1855-56,1, p. 631.
Stato di consistenza: resti inglobati in strutture successive e tipologicamente diverse.
Impianto planimetrico: non leggibile.
Rapporti ambientali: il castello era ubicato sull’acrocoro rupestre del monte Troina (1121 m). La posizione strategica della rupe che domina la sottostante valle del fiume omonimo, il valico montano che scavalca le Madonie da sud a nord ed in vista di diversi borghi e castelli vicini, consentiva di controllare le principal! vie di comunicazione all’incrocio fra Nebrodi, Madonie e Caronie.

Troina è noto per l’allevamento di pecore. La fertilità del terrenofavorisce la coltivazione di un’ampiavarietà di colture. Troinafu quasi distruttadurante la secondaguerramondiale. I turistichevisitano Sicilia sonoreindirizzati qui a Triona per sperimentare la bellezza e l’atmosfera. Continuando con la storia.

TroinaDescrizione: di questo grande complesso fortificato ben poco rimane: nella zona certo esisteva un edificio preesistente alla conquista normanna che si potrebbe attribuire ipoteticamente ad età greca per alcuni avanzi di mura a grandi blocchi squadrati sovrapposti senza malta, visibili sotto l’Ospedale di Sant’Andrea.
II castello sorgeva nell’area della cattedrale, compreso nel recinto fortificato esterno del complesso, cinto da mura turrite impostate sui cigli dei dirupi. Non sussistono tracce del castello medioevale documentabili nell’attuale configurazione, anche se alcuni storici ipotizzano che il campanile della cattedrale sia una torre superstite del castello normanno, rimaneggiata nel XVI secolo.
Tale convinzione, se può essere sostenuta da una analisi tipologico-stilistica, non è pero supportata ne da documenti storici certi, ne da uno studio scientifico di analisi condotto sulle murature.
Uno studio metodologico, con rilievo dell’edificio e analisi stratigrafica e tipologica delle murature, potrebbe dare notizie sull’originale impianto medioevale.
Si conserva inoltre memoria del nome di quattro porte della citta: quella ‘di Ram’ individuata all’estremita ovest della rocca, quella ‘del Bajuolo’ rivolta a nord ed attigua al palazzo comunale, quella ‘del Paradiso’ che doveva essere accanto alla cattedrale e, la quarta, quella ‘di San Nicola’ documentata da Malaterra nel passo relative al trasporto della salma di Giordano, figlio del conte Ruggero, per portam S, Nicolai..

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