CASTELLO DI CERAMI (Cerami – Enna

Ubicato nel centro urbano, sulla rocca a monte dell’abitato; accessibile dalla ‘salita Castello’, i resti del castello rupestre si trovano al culmine della rupe calcarea (1050 m) a picco sul fianco orientale e chiusa fra due sottostanti valli, sulla cui dorsale si adagia il paese. Domina la sottostante vallata, ed è in vista degli abitati di Troina, Gagliano, Agira, Capizzi, Nicosia e, più lontano, Assoro ed Enna.

L’originedellaCerasirisale al IV secolo. Dovutomancanza di risorse, è diventatoimpossibile da ricostruirel’originedellacittà, cheaccomodailcastellofuori di Cerami. Sfortunatamente, ilcastello è chiusodefinitivamente per ilpubblico. Controllaquestoarticolo per conoscereirepertiarcheologici e la storia del castello.

Il castello sfruttava la posizione favorevole del sito, un rilievo naturalmente difeso.
Purtroppo rimangono pochissimi avanzi, ulteriormente stravolti dalla costruzione di un serbatoio idrico.
Rimane qualche tratto di mura ai lati della rupe: sono costruite in modo irregolare con l’impiego di pezzami di pietra locale legati in abbondante malta.
Vito Amico così lo descrisse: “Siede la rocca celebre sin’ora nel vertice supremo della rupe ripida da Oriente ed Aquilone, e domina tutto il paese; è quivi il palazzo baronale fornito di magnifiche sale e camere da consiglio, e della chiesa di San Giorgio”.
Cronologia delle principali fasi storico-costruttive: nessun dato oggettivo aiuta nella ricostruzione della cronologia relativa.
Notizie storiche:
1065 – Cerami fu affidata dal conte Ruggero al nipote Serlone che, dopo avere sconfitto i saraceni in una epica battaglia, cadde in un agguato – Malaterra, p. 42.
1071 – ricordata come luogo fortificato – ivi, p. 53.
1082 – Cerami viene compresa nella diocesi di Troina con il toponimo di Ceramum – Pirri 1733,1, p. 495.
1087 – Ceramum – Starrabba 1888,1, p.2,doc. I.
1150 ca. – Idrisi scrive che Cerami è “casale [cui sovrasta] un’alta rocca [in arabo ruqqah], è paese prospero, popolato” – Idrisi, in Amari 1880-81, I, p.113.
1151 – in un documento della cattedrale di Messina si fa riferimento alla civitate Cerami – Starrabba 1888, I, p. 2, doc.I.
1157 – fu feudo degli Aleramici sotto Enrico – Peri 1953-56, pp. 249-250.
1170 – un diploma attesta l’esistenza di un castello, dal momento che compare, con altri uomini de Cirama un Bernardus castellanus – Garufì 1899, p. 119, doc. LI.
1296 – da un diploma si rileva che la città era posseduta per due terzi da Pietro di Antiochia: D. Petrus de Antiochia … duabus partibus Cirami – Gregorio 1791-92, II, p. 467.
1308 – 310 – castrum – Sella 1944, p. 59.
1366 – castrum Chirami – ivi, p.124.
1396 (dic. 5) – Guglielmo Rosso ottiene il castello e la terra di Cerami – SMDS, II, p. 494.
1399 (giu. 12) – il figlio e successore, Aloisio Rosso, s’investì della terra e castello – ibidem.
1408 – castro e terra Chirami – Gregorio 1791-92, II, p. 498.
1453 – nuova investitura per Guglielmo Rosso, figlio di Aloisio – ivi, p. 495.
1455 – (ago. 5), Pietro Ponzio Rosso, s’investì della terra e castello di Cerami per la morte del padre Aloisio, ibidem (Cerami rimase alla famiglia Rosso fino all’abolizione della feudalità).
1558 – “A sette miglia segue Cerami, una volta sobborgo di Capizzi e ora centro fortificato” – Fazello, I, p. 445.
Proprietà attuale; privata; la part. 6 è in fase di acquisizione da parte del Comune.
Uso attuale: l’area del castello è gravata dalla servitù di un serbatoio dell’acquedotto comunale costruito sulle rovine.
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