CALATAXIBUNI (Calatafimi Segesta – Trapani)

Sul Poggio Fegotto ad est di Segesta, con il quale si identifica ipoteticamente il sito, si rileva la presenza di strutture interrate.
Cronologia delle principali fasi storico-costruttive: non precisabile.
Notizie storiche:
1363 – territorio Calataxibuni – Bresc Bresc 1977, p. 363, nota 55.
1393 – Calatagabuni, territorio adibito a pascolo – Guarnieri 1889, p. 321.
1402 – territorio Calathachubuni – Bresc Bresc 1977, p. 363, nota 55.
Stato di consistenza: attestazione documentaria.
L’antico territorio di Segesta era diviso nel medioevo tra quattro abitati fortificati dai toponimi contenenti il termine arabo qal’a (fortezza): Calatafimi, Calathamet, Calatabarbaro (cfr. schede) e Calatagabuni.
Una prospezione sul Poggio Fegotto (321 m) ha verificato la presenza di un abitato rudimentale naturalmente fortificato dallo strapiombo delle pareti (Bresc 1984).
Più che di un castello vero e proprio, doveva trattarsi di un insediamento fortificato, già protetto dalle caratteristiche del sito.

 

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CASTELLO DI CALATABARBARO (Calatafimi Segesta – Trapani)

Dopo il definitivo abbandono dell’antica città di Segesta a partire dalla seconda metà del VII secolo, l’area sommitale del monte Barbaro venne rioccupata, agli inizi del XII secolo, da una popolazione islamica con la fondazione di un villaggio e la costruzione di una moschea.
Intorno alla fine del XII inizi del XIII secolo, una dimora feudale fu costruita nel punto più alto del sito, nonché, nelle sue immediate vicinanze, una chiesa triabsidata.
Durante la prima fase di costruzione del dongione furono inglobate e riutilizzate strutture preesistenti: muri ‘tardoromani’ e ambienti del periodo islamico dell’abitato (inizi del XII secolo).
Pochi decenni dopo la sua fondazione (1220-1250 ca.), l’edificio venne ristrutturato (forse in seguito ad un incendio) ed ingrandito con la costruzione di ambienti nuovi (lato ovest). Intorno alla metà del XIII secolo, prima il villaggio e poi il castello vennero abbandonati e mai più rioccupati. Soltanto nel XV secolo alcuni abitanti di Calatafimi fecero costruire una piccola chiesa, sopra quella di epoca sveva.
Notizie storiche:
1293 – castrum Calatabarberi – Acta Siculo-Aragonensia, I, 1, pp. 231-232,
doc. CCLXXVI.
1328 – i fines Calatabarbari sono citati come limiti del territorio del casale di Arcudaci – ASPA, Archivio Belmonte 1038, e. 15 (Bresc Bresc 1977, p. 352 e n. 13).
1442 (aprile 26) – tre abitanti di Calatafimi fanno costruire una chiesa in monte vocato de Barberu … sub vocabulo Sancii Leu – ASTP, notaio Milo (Bresc Bresc 1977, p. 352). ,
1558 – chiesa di Santa Maria – Fazello, I, VII, IV, p. 346.
Il monte Barbaro è un rilievo calcareo costituito da due cime (m 420 a sud e m 429 a nord) divise da un vallone. Le sue pendici sono molto scoscese tranne il versante settentrionale che degrada più dolcemente. Sulla sommità settentrionale sono ubicati il teatro antico, il castello, la moschea medievale e la chiesa quattrocentesca. Ma gli scavi hanno anche messo alla luce una necropoli islamica (sicuramente rimasta in uso fino alla metà del XIII sec.), un cimitero cristiano connesso alla chiesa triabsidata, un villaggio con abitazioni sorte, in varie fasi edilizie, tra la seconda metà-fine del XII sec. e la prima metà del XIII sec. e altre case sempre di epoca sveva in aree più defilate. Dalla sua posizione, comunque, il castello domina i vari complessi abitativi del sito, ma anche le vie di accesso della valle del fiume Gaggera e, soprattutto, gli insediamenti vicini di Calathamet (cfr. scheda) e di Calatafimi (cfr. scheda).
Questo vasto territorio dell’entroterra siciliano, al centro di numerose ricerche storiche ed archeologiche, è diventato uno degli osservatori per lo studio del mondo rurale siciliano tra la tarda antichità e l’epoca moderna.
Il dongione (m 19,5 x 17,5 nella sua fase finale) fu costruito secondo un preciso progetto architettonico, con una scelta accurata e differenziata (a seconda dell’uso) delle pietre, dei rivestimenti e delle pavimentazioni. Esso era diviso in due piani e non doveva superare i dieci metri di altezza. Si accedeva al piano terra da un ingresso posto sul lato occidentale ed al piano superiore attraverso una scala lignea posta sul lato orientale.
Le stanze dei due piani erano coperte con volte a botte ed erano articolate intorno ad un cortile centrale mattonato sul quale si affacciano gli ingressi del piano terreno e le bifore del primo piano. Il cortile presenta al centro un ‘tombino’ circolare dal quale si diparte una tubatura fittile che convogliava l’acqua piovana non verso l’esterno ma sicuramente verso la cisterna situata all’intemo del recinto castrale.
L’analisi delle strutture murarie ha evidenziato due fasi edilizie oltre il recupero di muri antichi e dell’abitato musulmano. Tutte le murature del nucleo centrale del dongione (spessore m 1,10-1,15) sono costruite in conci di calcare di medie e grandi dimensioni sommariamente sbozzati, legati con malta e con l’uso costante di zeppe in laterizio, mentre i muri perimentrali degli ambienti occidentali si differenziano per lo spessore (m 1,20 – 1,25) e, soprattutto, per i due tipi di legante utilizzati alternativamente: malta e terra.
Il castello, riscoperto grazie allo scavo archeologico condotto da A. Molinari del Dipartimento di archeologia e storia delle arti dell’Università di Siena, è stato inserito nel percorso di visita del parco di Segesta, dopo un graduale restauro finalizzato alla conservazione delle strutture monumentali.
Proprietà attuale: pubblica (Demanio della Regione Siciliana).
Uso attuale: parco archeologico.

 

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Castello di Salemi – fotografie

 

Castello di Salemi – dopo il restauro.

Castello di Salemi – foto storica

Castello di Salemi – Foto storica.

Castello di Salaparuta Visto: 2149
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CASTELLO DI SALAPARUTA (Salaparuta)

Castello di Salaparuta – SalaparutaLe poche notizie che ne abbiamo risalgono alla fine del XIII sec., epoca nella quale appartenne alla famiglia di Errigo Abate, assai celebre in Trapani, dalla quale pervenne a Domenica Alvira de Aversa. Da lei prese il nome di «Sala di Madonna Alvira», che conservò sino al XV sec.
Nel 1392 ne divenne proprietario Antonio Montecateno (o Moncada) ed in seguito alla sua ribellione, rè Martino, confiscato il castello, lo donò al proprio maggiordomo Michele de Imbo (1397). Questi verso il 1400 lo vendette a Ferrario de Ferreri e pochi anni dopo pervenne a Marco Plaia.
Sul 1462 ne era signore Geronimo Paruta, nipote di quel Ruggiero Paruta che nel 1436 fu viceré di Sicilia, e da questa famiglia il castello nel 1500 circa, prese il nome di «Salaparuta».
Successivamente la loro discendente Fiammetta Paruta nel 1561 lo portò in dote a Giuseppe Alliata di Villafranca e verso il 1605 pervenne al loro primogenito Francesco Alliata Paruta il quale, nel 1625, ottenne da rè Filippo III di Sicilia, l’elevazione a ducato della baronia di Salaparuta.
Nel 1727 vi morì Giuseppe Alliata Colonna, grande benemerito del paese ove, tra l’altro, edificò una chiesa ed un convento. Il castello rimase ancora nella stessa famiglia sino al 1900 circa ed oggi è proprietà comunale.
Sotto la signoria degli Alliata vi furono fatti molti restauri tra i quali, nel 1716, quelli della grande torre quadrata mentre nel 1722 fu ricostruita quella più piccola e rotonda con merlatura bifora.
Del 1763 è l’incisione che figura tuttora sulla trave di legno posta sotto l’arco della grande porta bugnata: «ANNO D.NI 1763 XX.MO SERVITUTIS D. SANCTORI CORSALE GUBER. M. ROS. MANGOGNA FECIT». Sopra un balconcino, ancora visibile uno stemma del XV sec. di casa Paruta.
Notevolissimi furono i ricchi arredi, fra cui preziosi dipinti del Van Dyck, che ornarono il castello nei suoi lunghi secoli di splendore, come risulta da un interessante inventario compilato nel 1630.

Il Castello di Salemi – descrizione Visto: 2025
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CASTELLO DI SALEMI (Salemi)

Castello di Salemi – foto storicaLe sue origini sono attribuite a Ruggiero il normanno che lo avrebbe fatto edificare in quel luogo al fine di potere dominare le strade di transito.
Collegato con quello di Alcamo e Calatafimi (ora diruto), rimase fortemente armato fino al XV secolo a protezione di quella zona.
Nella bizzarra leggenda del luogo il castello sarebbe invece sorto a seguito di una gara, tra due fratelli ed una sorella (rimasta vincitrice), ciascuno dei quali aveva scommesso di edificare il proprio più in fretta degli altri. Sopra due alture circostanti, chiamate una «Sette soldi» e l’altra «Mokharta» sarebbero infatti gli avanzi degli altri due castelli mai completati.
Nel XIII sec. vi soggiornò il grande Federico II di Svevia ed in seguito (1296), quando Federico II d’Aragona alla morte del padre erasi fatto acclamare rè di Sicilia (ed il fratello Giacomo, rè d’Aragona, non volendo riconoscergli tale sovranità si unì col rè di Napoli e col figlio di questi, Roberto, per muovergli guerra), Salemi fu la prima città ad essere assalita dagli angioini i quali tentarono di espugnare il forte castello che però, molto ben difeso, resistette valorosamente.
Successivamente, nel 1359, sotto Federico III, essendo la città divisa fra due partiti dei quali l’uno era per il rè e l’altro per Luigi (figlio di Roberto nuovo rè di Napoli), i partigiani di Federico si impossessarono del castello mentre gli altri vi posero un forte assedio.
A seguito della vittoria di questi ultimi, giunse a Salemi lo stesso rè Federico, insieme al conte Francesco Ventimiglia e molti fedeli baroni, e riconquistò il castello.
Sul 1375 esso fu assegnato dallo stesso rè al gran giustiziere Artale Alagona e successivamente appartenne al conte Moncada.
Tornato poi alla corona vi dimorò rè Martino con la sposa Maria, quando nel 1392 sbarcato a Trapani si dirigeva a Palermo per la incoronazione.
L’11 Novembre 1411 si riunirono al castello i rappresentanti di Trapani, Mazara del Vallo,
Marsala, Monte S. Giuliano, Castelvetrano e Partanna, città parteggianti per Bianca di Navarra, allora vicaria del regno, (contro il famigerato Bemardo Cabrerà) e vi firmarono un accordo in favore della regina.
Due secoli dopo circa (1629) esso fu nuovamente sede di altra importante riunione fra gli esponenti della città, con a capo il barone Antonino Drago ed il conte Girolamo Tagliavia, i quali consegnarono solennemente ad appositi incaricati la somma di quattordicimila scudi, in gran parte da essi stessi versata e destinata a rè Filippo III di Sicilia, affinchè la città (e relativo castello) non fosse venduta per sopperire alle ingenti spese del reame in quel tempo (come avvenne per altre città demaniali).
Infine nel 1860 Garibaldi, recandosi da Marsala a Trapani, dovette sostare al castello, minaccioso guardiano del valico, e qui il 12 maggio egli issò il tricolore ed assunse la dittatura in nome del rè Vittorio Emanuele II.

Il castellosembravaincredibile con i meravigliosidipintimurali e gliarrediaffascinanti. L’ambiente e l’atmosferaintorno al castellosonostati molto impressionanti e questo è statoilmotivoprincipale per cui tuttoilpubblicodesiderava per raggiungereilcastello e di proprietà per loro.

È possible indagaresu questo sito e saperne di piùsugliavvenimenti del castello.

Ancora imponente esso conserva, nella sua torre principale, ambienti dalle belle volte a spicchio mentre nel rustico cortile interno sporgono deliziose, piccole finestre bifore e la scala, che si svolge nelle grosse mura della torre, conduce alla terrazza da dove lo sguardo riposa nella ammirata visione del vasto panorama.
Il castello di proprietà comunale è attualmente sede di una pregevole biblioteca civica.

La Baronessa di Carini Visto: 1959
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CASTELLO DI CARINI (Carini – Palermo)

L’Amaro caso della Baronessa di Carini – La ballata popolare eseguita da Gigi Proietti è qui illustrata dal cartellone del “Cuntastorie” Giovanni Virgadavola.
La ballata è stata la sigla dello sceneggiato televisivo, in quattro puntate, “L’Amaro caso della Baronessa di Carini”, andato in onda nel 1975 sulle reti RAI.

Video by VAGASILVIO

CASTELLO DI CARINI (Carini – Palermo)
L’Amaro caso della Baronessa di Carini – La ballata popolare eseguita dai Burgisi di Sciacca a modo dei Cantastorie.

Video by filippofalautanu

burgisi.it

“LA BARUNISSA DI CARINI”

Canto popolare di Anonimo del secolo XVII

I
Chianci Palermu, chianci Siracusa
Carini c’e’ lu luttu ad ogni casa…
cu’ la purtau sta nova dulurusa
mai paci possa aviri a la so’ casa…..
aju la mente mia tantu cunfusa…..
lu core abbunna… lu sangu stravasa.
Vurria na canzunedda rispittusa….
chiancissi la culonna a la me’ casa;
La megghiu stidda chi rideva in celu,
anima senza cappottu  e senza velu
La megghiu stidda di li Serafini….
povira Barunissa di Carini !…..

II
Ucchiuzzi beddi di vermi manciati
ca sutta terra vurvicati  siti…..
tutti amici cchiu’ non vi truvati,
vui sulu lu me’ amuri canusciti…
Pinsati a Diu e cchiu’ nun la turbati !….
ca un journu comu idda vui sariti….
Limosina faciti e caritati
ca un jornu ‘paradisu la truvati.

III
Ciumi, muntagni, arvuli chianciti….
suli cu luna cchiu’ nun affaciati !
la bedda Barunissa chi pirditi,
vi li dava li raj ‘nnamurati !
Acidduzzi di l’aria, chi vuliti ?
lu vostru amuri ‘mmatula  circati !
Varcuzzi chi a sti prai lenti viniti,
li viliddi spincitili alluttati……
ed alluttati cu lilutti scuri,
ca morsi la Signura di l’amuri.

IV
Amuri, amuri, chiànciti la sditta!
ddu gran curuzzu cchiu’ nun t’arrisetta….
dd’ucchiuzzi, dda vuccuzza biniditta,
o Diu !chi mancu lùmmira nni resta !
Ma c’e’ lu sangu chi grida vinnitta,
russu a lu muru… e vinnitta nn’aspetta
E c’e’ cu veni cu pedi di chiummu….
Chiddu chi sulu guverna lu munnu…..
E c’e’ cu veni cu lentu camino
ti iunci sempri, arma di caiuno…!

V
Attornu a lu Casteddu di Carini,
ci passa spesso un beddu Cavaleri;
ci passa matinati e siritini,
l’ucchiuzzu a li finestri sempri teni……
giria come làpuzza ‘ntra l’aprili,
n’torno a li ciuri pi cogghiri lu meli;
ed ora pi lu chianu vi cumpari,
supra d’un baju chi vola senz’ali…..
ora di notti cu lu minnulino,
sintiti la so vuci a lu jardinu.

VI
Lu gigghiu finu, chi l’uduri spanni,
ammugghiateddu a li sò stessi frunni,
voli cansari l’amurusi affanni……
e a tutti sti primuri nù rispunni;
ma dintra adduma di putenti ciamuni.
Va trasannata e tutta si confunni….
e sempri chi lu sensiu’u n’ha valuri,
ca tutti accussi’ domina l’amuri.

VII
Stu ciuriddu nasciu cu l’autri ciuri….
spanpinava di marzu a pocu a pocu
aprili e maju nni godiu l’oduri…..
cu lu suli di giugnu pigghiau focu;
e di tutt’uri stu gran focu adduma…..
adduma di tuttùri e nun cunsuma…..
stu gran focu a dù cori duna vita….
li tira appressu comu calamita.

VIII
Chi vita duci, ca nuddu la vinci,
gudirila a lu culmu di la rota !
Lu suli di lu celu, passa e ‘mpinci
li stiddi ci si mettinu pi rota !
‘na catinedda li curuzzi strinci,
battinu tutti dui supra ‘na mota,
e la filicitá chi li dipinci
attornu, attornu d’oru e di rosa;
ma l’oru fa invidia di centu,
la rosa e bedda e frisca pi un mumentu.

IX
Lu barumi di caccia avia turnatu….
-mi sentu stancu, vogghiu arripusari
quanno a la porta si ci ha prisintatu
un munacheddu e ci voli parrari;
tutta la notti ‘nsemmula hannu statu….
la cunfidenza longa l’hannu a fari
Gesu’ Maria ! chi ariu ‘nfuscatu
chistu di la tempesta e’ lu signali !
lu munacheddu nisceva e ridia,
e lu baruni susu sdillinia.

X
Di nuvuli la luna s’ammugghiau….
lu jacabu scantatu sbulazzau ;
afferra lu baruni spada ed elmu….
– vola cavaddu, fora di Palermu….
prestu, fidili, binchi’ notte sia,
viniti a la me spadda ‘ncumpagnia-

XI
‘Ncarnatedda calava la chiaria
supra la schina d’Ustica a lu mari ;
la rininedda vola e ciuciulia
e s’ausa pi lu suli salutari ;
ma lu spriveri cci rumpi la via,
l’ugnidda si li voli pilliccari,
timida a lu so niru s”agnunia,
a mala pena ca si po’ sarvari.

XII
Simili scantu, simili tirruri
appi la barunissa di Carini.
Era affacciata ‘nta lu so balcuni
chi si pigghiava li spassi e piaciri….
– Viu viniri la cavalleria…..
chistu e’ me’ patri chi vini pi mia….
Viu viniri ‘na cavallarizza,
forsi e’ me’ patri chi mi veni ammazza
– Signuri patri chi vinisti a fari ?…
– Signura figghia, vi vegnu ammazari.-

XIII
– Signuri patri, accurdatimi un pocu,
quanto mi chiamu lu me confissuri ! –
Avi tant’anni chi la pigghi a jocu,
ed ora vai cercannu cunfissuri ?
chista’un e’ ura di cunfissioni.
E mancu di riciviri Signuri ! –
e comu dici sti amari parole,
tira la spada e cássaci lu cori.
Lu primu colpu la donna cariu…
l’appressu colpu la donna muriu.

XIV
Oh chi scunfortu pi dd’arma ‘nfilici
quannu ‘un si vitti di nuddu ajutari !
Era abbattuta e circava l’amici….
di sala in sala si vulia salvari…
gridava forti: aiutu carinisi…
aiutu, aiutu… mi voli ammazzari !…
dissi arraggiata: cani carinisi !
I’ultima vuci chi putissi dari…
I’ultima vuci e l’ultimu duluri…
ca persi gia’ lu sangu e lu culuri.

XV
Curriti tutti, genti di Carini,
ora che morta la vostra Signura :
mortu lu gigghiu chi ciuria a Carini…
‘nnavi curpanza un cani tradituri !
curriti tutti, monaci e parrini,
purtativilla ‘nsemi in sepoltura…
curriti tutti, paisaneddi boni,
purtativilla in gran processioni

XVI
La nova allura a lu palazzu ju…
la nunna cadiu ‘nterra e strangusciau :
ii so suruzzi capiddi ‘un avianu,
la so matruzza di l’occhi annurvau…
Siccaru li garofali a li grasti,
e sulu c’arristaru li finestri.
Lu gaddu chi cantava ‘un canto’ chiui
va sbattennu l’aluzzi e sinni fui.

XVII
A dui , a tri s’arrotano li genti,
fannu concùminu cu pettu tremanti :
pi la citati un lapuni si senti,
‘mmistatu di ruccoli e dichianti :
-chi mala morti!chi morti dulenti !-
Luntana di la matri e di l’amanti :
la vurvicaru di notti e le scuru….
lu beccamortu si scantava pur.

XVIII
iu nun ti potti di ciuri parrari
iu nun la vitti cchiu’ la to fazzouni :
mi nesci l’arma nun pozzu ciatari
supra la to balata addinucchiuni.
Poviru ‘ngegno miu, mettiti l’ali,
dispincimi stu niuru duluri :
pi li me l’armi scriviri e nutari
vurria la menti di re Salumuni….
La me’ varcuzza forsa ‘menzu la timpesta!.

Palio della Contea di Modica Visto: 1891
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PALIO DELLA CONTEA DI MODICA (Modica – Ragusa)

Video by doctorAlbertx

Celebrazioni del Palio della Contea di Modica

Castello di Carini Visto: 1875
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CASTELLO DI CARINI (Carini – Palermo)

Castello di Carini (Carini – Palermo)Secondo uno scritto dell’arabo Edrisi, la sua primitiva costruzione sarebbe attribuita al tempo di Guglielmo II.
Il Pirri invece lo ritiene edificato da Manfredi Chiaramonte su opere saracene.
Comunque sia il castello venne certamente modificato dopo il XIV sec. e dal 1400 circa si sussegue senza interruzione la signoria dei baroni e principi La Grua, il cui stemma, una gru, vi figura spesso.
Cupamente suggestivo, divenne famoso quale teatro di una storica fosca vicenda divenuta leggendaria.
Il 4 dicembre 1563 la bella castellana Laura Lanza baronessa di Carini, moglie di Vincenzo La Grua, vi morì tragicamente e la fantasia popolare ne fece la romantica figura della sua leggenda.
Si narra che la bellissima dama palermitana, per la sua dissolutezza, venisse confinata in questa feudale dimora.
Qui essa continuò una relazione amorosa col cugino, Don Ludovico Vernagallo, che ogni notte «sopra un poderoso destriere» la raggiungeva al castello.
Tradita da un frate del vicino convento essa, nella fatale notte del quattro dicembre, venne sorpresa ed uccisa dal padre Cesare Lanza, uomo quanto mai geloso e spietato. Dell’orrendo episodio rimase nei secoli una strana «manata di sangue», impressa dall’uccisa sopra una lastra di marmo posta alla parete di una stanza (specie di cisterna) e che viene ricordata in questi versi popolari del tempo, raccolti dal Pitrè:

«Ma ceè lu sangu chi grida vinnitta
Russu a lu muru, e vinnitta nn’aspetta».

Castello di Carini (Carini – Palermo)Il castello fu privato di questa famosa impronta, che tanto interesse destava nei visitatori, con la rimozione della lastra che sembra sia stata trasportata a Parigi nella dimora degli attuali proprietari.
Dopo la tragedia, per nascondeme in parte la bruttura, si sarebbe tentato di alterarne i fatti creandone un’altra versione (smentita da successivi accertamenti) ed a tal fine sarebbero state anche alterate talune carte di famiglia.
Il 28 aprile 1564, solo quattro mesi dopo la tragedia, il La Grua passò a nuove nozze con Donna Ninfa Ruiz ed il castello venne riaperto ed abbellito.
Durante questi lavori il barone ordinò lo spostamento della porta di ingresso della corte e, ad espressione del suo animo, vi fece porre sopra la iscrizione: «ET NOVA SINT OMNIA» che vi figura tuttora. Si nota però che la prima parte di essa, che starebbe ad integrarla, e cioè «RECEDANT VETERA» si trova inspiegabilmente nella famosa stanza sopra lo spazio, ora vuoto, ove figurava la lastra con la rossa «manata».
Interessante uno stretto corridoio che conduce in basso, incassato tra grosse mura, ed attraverso il quale fuggì la sventurata Laura, premendosi il cuore trafitto a trattenerne il sangue, finché, cadendo sfinita, poggiò sulla parete la mano insanguinata, lasciandovi la favolosa impronta.
Addentrandosi nelle sale pericolanti ci si sente sempre più attratti da questa tragica storia d’amore tanto lontana e pur così viva e presente.
Con l’andare del tempo, che tutto idealizza, essa commosse poeti, musici e scrittori che ne narrarono le tristi vicende.
Giuseppe Lanza di Trabia compose una tragedia sul «caso» della sua infelice parente. Altri ne scrissero un romanzo, un poemetto anonimo in vernacolo e molti stornelli.
Gli avanzi di questa antica e funesta dimora sono oggi affidati alle cure di un custode e il raro visitatore vi può ancora ammirare nella cappella, quasi intatta, pregevoli affreschi.
Attuale proprietario il principe Lucrezio La Grua.

Castello di Bonifato Visto: 1872
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CASTELLO DI BONIFATO (Alcamo – Trapani)

Castello di Bonifato – AlcamoLa costruzione impegna la vetta dell’omonimo monte, da dove si domina l’hinterland tra Alcamo e Partinico che si apre a cavea sul golfo di Castellammare.
Il lato maggiore del castello affaccia, a settentrione, sull’abitato di Alcamo; il sito è in rapporto visivo con Castellammare, Alcamo, Calatubo, Terrasini, Partinico, Montelepre, Borgetto, Iato, la Rocca Busambra, il Castellazzo di Poggioreale, Gibellina, Salemi, Calatafìmi, Segesta, Erice e monte Inici.
La vetta del monte ed il suo castello sono stati, nel tempo, sede di un abitato cintato da mura nei quali si riconoscono i resti di una porta.
L’abitato ha avuto fasi di vita che sono state ipotizzate alterne con quelle di Alcamo. Fasi di vita di cui rimangono vestigia che si fanno risalire alla presenza elima.
Nel 1182 – si descrivono i limiti delle divisae di Bonifato.
Nel 1228 ca. – Bonifato è citata da Yaqùt come città interna dell’isola.
Nel 1243 – Federico II obbliga i ribelli musulmani abitanti a Bonifato a scendere ad Alcamo.
Nel 1328 – è menzionata l’ universitas della terra di Bonifato.
Nel 1332 – Federico III concede il privilegio di ripopolamento.
Nel 1337 – il castello viene concesso ai Peralta.
Nel 1397 – Enrico Ventimiglia dichiara di essere stato lui a costruire il castello.
Castello di Bonifato – AlcamoNel XV secolo il castello sarebbe esistito in feudo non abitato
Il castello, dalla parte meridionale, affaccia su un ciglio precipite lungo il quale si ipotizza sia stata la porta di accesso, oggi probabilmente sostituita da una piccola chiesa, apparentemente della fine del XVI secolo.
Nella sua interezza il complesso racchiude una corte con tratti rettilinei alternati a torri, seguendo uno schema ascrivibile a tipi svevo-federiciani. Ai vertici del perimetro murato e lungo il lato settentrionale si trovano due delle maggiori torri, mentre due torri minori si trovano, una nel centro del lato settentrionale ed una affacciata a sud-est, sul precipizio.
Le torri che mostrano i segni architettonici più cospicui sono quella di nord-ovest, la maggiore, oggi quasi integralmente in piedi, e quella, fra le piccole, di sud-ovest. La prima elevata sino a circa 19 m, era scandita all’interno in tre piani con solai lignei e copertura terminale con volta a botte; ha una struttura articolata con muri cavi, ed ipotetica cisterna al piano terra, ciò che la caratterizza come dongione abitabile.
Lungo il fronte a settentrione rimangono delle mensole di uno sporto che corrispondeva alla seconda elevazione. La seconda torre, di cui rimane soltanto il piano inferiore seminterrato accessibile attraverso una scala ricavata nel muro cavo di settentrione, è coperta da una volta a botte.
Tecnologicamente tutte le parti murarie risultano eseguite in pietra locale spaccata e posta in opera con malta di calce. Qualche elemento fra gli stipiti, archi ed architravi è realizzato con pietra di Castellammare.
Il complesso è solo parzialmente conservato; i resti esistenti consentono la ricomposizione ideale ed è stato recentemente oggetto di interventi di restauro conservativo.
La proprietà attuale è pubblica.

METAFORA Mediterranean Towers and Fortresses: Oriented Revitalisation Actions

STORIA La baronia

Nel 1501 Giacomo Alliata, barone della terra di Castellammare col possesso del Castello, del caricatore e della tonnara chiede licenza “per chiamarvi una popolazione a riabitare le case antiche e di costruirne di nuove essendo il paese diruto per vetustà e a causa della guerra”.

La “licentia populandi” accordata nel 1502 e confermata da Napoli il 31 gennaio 1507 tuttavia non avrà effetti immediati e ancora nel 1511 “Castellammare era deserta e non si vedeva altro che rovine”. Solo nel 1560 Pietro de Luna comunica ai giurati di avere autorizzato il castellano ad assegnare “lochi per fare case, lochi ben visti a lui, juxta la forma che altri volti in vari loghi si sonno dati”.

Tuttavia il ripopolamento avviato non ebbe successo, per come accaduto in altre realtà dell’isola: l’incremento demografico per quanto ci è dato conoscere è talmente esiguo (dai 500 abitanti del 1500 si passa nel 1630 a a 790) da far escludere la possibilità di una considerevole immigrazione.

Il motivo di tale insuccesso o comunque del ritardo con cui si completa l’ operazione (al 1653 gl abitanti sono 1.279) va ricercato, oltre che nella scarsa sicurezza offerta dalla terra di Castellammare, soggetta alle incursioni saracene, le quali nel periodo considerato si ripetono frequentemente, nella mancata assegnazione assieme ai posti casa, delle terre circostanti il nucleo da popolare

Infine, dopo le grandi guerre avvenutenelpaese, ilproprietario del castello ha deciso di costruirenuove case per tutti. lapopolazione del paesestavaaumentandosemprepiùedognuno ha possedutouna casa specifica per tutti. Questa è davverounagrandecosa da apprezzare e clicca qui per maggiori informazionicirca l’inflazionedellapopolazionenelpaese e come i re gestitosaggiamente.

Una descrizione di Francesco Negro di accompagnamento ai grafici dallo stesso redatti e trasmessi a Madrid nel 1640 per la compilazione dell’ Atlante delle fortezze dell’isola, su incarico di Luigi Moncada duca di Montalto, aiuta a comprendere quale fosse la dotazione di attrezzature urbane, la consistenza del nucleo abitato di Castellammare e rafforza la tesi su esposta circa i motivi dell’insuccesso dell’operazione di ripopolamento.

“Il Castello di Castello a mare è fondato sopra uno sporgimento che fa un Rocca nel mare in guisa di penisola sollevata da quello per tutte le parti ben accomodato col suo fosso, e per la parte di levante ha una cala ben coperta e comoda detta la Plaiola de i Palermitani la quale è abbracciata ed assicurata da un poggio, che la soprastà per ogni parte – alla parte di ponente ci è la cala o il porto comodo per barcariccio, e per vascelli grossi attorno alla quale vi è il carricatore et altri edifici per l’esercitio della tonara. Ambe queste cale sono molto bene scoperte da esso castello, et il fosso già detto si termina nell’una e nell’altra cala. Nella punta verso mare dello sporgimento delle Rocche vi sono certe rocche basse isolate in mare con certe sirti che difendono il castello à non vi lasciar avvicinare l’inimico. Il castello è ben munito e circondato di Mura, con i suoi parapetti stretti all’antica, e correnti tutti in coperto nella parte di Mezzo giorno nella Gola vi sono due Torrioni, con le sue piazze, In difesa della porta, del Ponte, e del fosso di quello, et anco delle cale, e del remanente del Borgo e la Campagna. nella parte di tramontana vi sono due corpi uno più alto dell’altro con le loro parapetto che difendono l’ingresso del Porto, e dell’altra cala, e scuoprono bene di lontanissimo nel golfo, e la punta anco della porta con la cala delli Gigli. Dalla parte di mezzo giorno lontano da 300 passi in circa, ci è un tumulo di Terreno detto il cozzo delle Vigne, il quale stà a cavaliere al castello, ed al borgo, e signoreggia tutta quella campagna. In questo luogo si ha disignato farvisi un forte per ciò che importa la securtà, non solo della fortezza ma anco di tutto il paese dando all’inimici addito a lui, per certi valloni ben coperti dalla parte di mezogiorno, e della cala detta il Petrolo assai pericolosa a tutta questa contrada. Sarebbe assai necessario nella punta della porta farvisi la Torre di guardia tanto desiderata in difesa di tutto quel sito. La quale si risponderebbe con Castellammare et assicurerebbe tutta quella spiaggia verso tramontane.”

Solo nel 1587 verranno completate le mura della città e negli anni successivi la città continuerà la sua espansione fuori le mura con un tessuto irregolare, caratterizzato da una serie di vicoli e isolati in cui l’unica forma pianificatoria riscontrabile sarà data dall’ asse della Via Maestra, di accesso alla porta principale della città murata tardo cinquecentesca.

Quando al 1798 gli abitanti saranno 6000 nella città sarà possibile individuare tre stadi morfologici ben distinti: il nucleo del castello, la città murata e la città fuori le mura.

Conoscere I Benefici Di Salute Incredibili Di Indossare Calzini Di Notte

Conoscere I Benefici Di Salute Incredibili Di Indossare Calzini Di Notte

Soprattutto nei paesi freddi, le persone preferiscono riscaldare i loro piedi intorno a dormire. Inoltre, questa pratica sta diventando comune tra il gruppo di anziani, nonostante il luogo in cui vivono. Tuttavia, la scienza ha già dimostrato di essere una buona idea che è sostenuta dai fatti della termoregolazione in un corpo umano.

Per capire questa questione in dettaglio, si deve sapere come funziona un cervello umano per tutto il giorno per regolare la temperatura corporea di base intorno 98,6 gradi, qualunque sia l’esterno o la temperatura ambientale esterna può essere. Anche se, la temperatura interna mostra variazioni durante il giorno come cade una notte e può colpire il punto più basso mentre si dorme e di nuovo si alza la mattina presto prima di svegliarsi. Questo significa, il nostro corpo segue un regime di esercizio per quanto riguarda il mantenimento della temperatura corporea e calzini sarebbe sicuramente aiutare con questo.

Di seguito sono indicati i vantaggi di indossare calzini di notte.

Indossare calzini hanno effetti produttivi sul tuo corpo. Facilita in vasodilatazione, che avvia ulteriormente la dilatazione dei vasi sanguigni. Questo aiuta infatti a ridistribuire il calore a ogni parte del corpo umano e quindi, regola la temperatura del corpo intero e questo, si prepara bene a dormire la notte senza i problemi di sudorazione di notti o giù di lì.

Oltre a questo, qui va l’elenco dei benefici.

  • Previene notevolmente l’attacco di Raynaud che è collegato con la reazione eccessiva di globuli umani sensibili a temperature estremamente fredde.
  • Inoltre, aiuta a preservare la bellezza dei vostri piedi bloccando l’umidità naturale in piedi qualunque stagione secca passa attraverso un anno. In tal modo, previene la fessurazione dei talloni e promuove anche la guarigione veloce se hai iniziato a usare i calzini di recente. Assicurati di applicare una mano di umidità prima di indossare i calzini per un rapido recupero.
  • Mentre i piedi freddi drenano la tua energia positiva, il calore delle calze può potenzialmente far circolare il sangue e mantenere il flusso di energia.
  • Inoltre, gli studi rivelano che i calzini sui piedi possono aumentare le probabilità di crescita delle cellule di circa il 25 per cento.
  • A parte questo, previene le possibilità di dolori articolari che si verificano a causa di condizioni climatiche fredde o così che è molto simile all’azione di Arthrolon.

Segui queste pratiche per ottenere i migliori risultati.

  • Assicurarsi di lavare le paia di calzini entro due giorni dall’uso. Questo perché ripetutamente utilizzando le stesse calze può introdurre la crescita fungina che può essere il risultato del vostro sudore, sporcizia e così via.
  • Inoltre, i piedi devono essere asciutti prima di indossarlo soprattutto dopo la doccia.

 

Medicinali a base di erbe per combattere l’artrite reumatoide

Medicinali a base di erbe per combattere l’artrite reumatoide

 

L’artrite reumatoide è una malattia autoimmune che colpisce i tessuti vicino alle articolazioni e anche altre parti del corpo come polmoni, cuore, muscoli e legamenti. Provoca forte dolore e gonfiore nella zona interessata a causa dell’infiammazione.

Sintomi di artrite reumatoide

L’insorgenza dell’artrite reumatoide colpisce le articolazioni delle dita e delle dita dei piedi. La zona interessata sarà lieve sensazione calda, ottenere gonfio e diventare rigida. Questi sintomi rimangono solo per pochi giorni e la maggior parte delle persone non sono consapevoli di questo sintomo. Ignorano semplicemente questa condizione e le condizioni quindi peggiorano e la deformità sia nelle dita che nei piedi. I sintomi poi progredire verso le grandi articolazioni di spalle, ginocchia e altre aree. Danni significativi alle articolazioni all’inizio di due anni dall’artrite reumatoide avvengono. L’anemia, la perdita di peso, la rigidità delle articolazioni al mattino o la seduta dura per il periodo di 30 minuti sono gli altri sintomi dell’artrite reumatoide. La gravità porta all’ictus cardiaco se non trattata.

Le persone cercano l’approccio naturale per ottenere sollievo dal dolore dell’artrite con l’uso di erbe. Come le erbe stanno avendo proprietà anti-infiammatorie, aiuta a ridurre il dolore di tutte le malattie. Prima di consumare medicinali a base di erbe si deve consultare il medico per prevenire gli effetti collaterali. Nel caso di persone anziane, devono prima prendere farmaci e poi solo loro devono andare per un rimedio a base di erbe per ottenere immediato sollievo dal dolore. I professionisti medici consigliano loro di prendere il gel Arthrolonche assiste nel dolore da artrite.

  1. Aloe vera

È uno dei farmaci popolari e alternativi che hanno proprietà curative. Il gel di aloe vera è preparato dalle foglie della pianta. Quando questo prodotto viene applicato alle articolazioni che hanno dolore, ci sarà un grande sollievo. Inoltre utilizzando questo gel non provoca effetti collaterali e sicuro da usare.

  1. lo zenzero

Il composto chiamato gingerolo è presente nello zenzero che dà il sapore e ha anche le proprietà antinfiammatorie. Questa proprietà è responsabile della lotta contro l’infiammazione delle articolazioni. Ha effetti promettenti nel ridurre il dolore e gonfiore. Studi di ricerca hanno dimostrato che lo zenzero guarisce tutti i tipi di artrite.

  1. la curcuma

Il componente attivo chiamato curcumina in curcuma è responsabile per il sollievo del dolore nell’artrite. Ha anche trovato per rallentare la progressione dell’artrite reumatoide.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                                  

Rigenerazione vs degenerazione-impatti sulla salute

Rigenerazione vs degenerazione-impatti sulla salute

Chi non vorrebbe rimanere giovane?  Rimanere giovani ha molti impatti positivi sulla salute:

  1. rimanere in buona salute: rimanere giovani è sano. Quando tutti i tuoi organi, tessuti e muscoli si sentono stanchi, invecchiano più velocemente. Di conseguenza, gli organi malfunzionamento.  Questo porta a più problemi di salute.  Ad esempio, quando il fluido sinoviale nelle articolazioni si asciuga a causa dell’invecchiamento, questo porta all’artrite.  La rigenerazione aiuta a rendere i tessuti e i muscoli del corpo morbidi e sani.  Puoi condurre una vita sana.
  2. rimanere produttivi: quando il tuo corpo viene rigenerato, rimani più energico. Puoi lavorare di più. Puoi lavorare per anni più lunghi.  È possibile gestire più pressione.  Tutte quelle continue riunioni, viaggi e scadenze non manometteranno il tuo corpo.  Sarà facile avere una vita familiare più felice.
  3. longevità: quando gli organi degenerano, la durata della vita diventa più corta. Il beneficio della rigenerazione sta avendo una vita più lunga. Puoi anche condurre una vita più sana. Prova Arthrolon.  Rigenera i muscoli articolari.  Puoi sbarazzarti del dolore e dell’immobilità.
  4. stare belli: la rigenerazione aiuta il corpo a rimanere giovane e bello. Non avrete rughe e sintomi di invecchiamento. Rimani attraente.  Nessuno può indovinare la tua età.
  5. 5. facile guarigione: quando si mantiene il corpo rigenerato, il corpo trova facile condurre attività di riparazione cellulare. Le cellule riparate, i tessuti e i muscoli vengono guariti rapidamente.

 

Ma voi per rigenerare il vostro corpo rimane un puzzle per molti di noi.  Navigare intorno a questo sito e seguire i semplici consigli di seguito per rigenerare il corpo:

  1. 1. fluidi: bere più acqua. Avere un sacco di fluidi. Il vantaggio è che il tuo corpo rimane idratato.  Gli organi interni trovano più facile rimuovere le tossine e gli sprechi.
  2. più di carotina: consumare frutta e verdura che sono ricche di carotina. Questo può aiutare a evitare i sintomi di invecchiamento. Non solo si può stare belli.  Anche l’età dei tuoi organi sarebbe giovane.
  3. sonno: avere un sonno adeguato di 7 a 8 ore al giorno. Sonno notturno aiuta nella secrezione di melatonina. Aiuta nella rigenerazione del corpo.
  4. buone abitudini: evitare l’alcol e fumare. Non mangiare Junks ad alto contenuto di grassi. State lontani dalla droga.  Tutti quelli che degenerano il tuo corpo.  Mangiare senza fame o rimanere affamati per ore saltando i pasti-sia degenerare il vostro corpo.  Mangia quando hai fame.  Non mangiare troppo cibo solo perché lo trovate molto gustoso.

Tutto quanto sopra eviterà la degenerazione.  Vi aiuterà a rinnovare le cellule del corpo.  Puoi rimanere giovane e vivere in salute.

 

 

Vantaggi di ottenere la libertà dal dolore articolare

Vantaggi di ottenere la libertà dal dolore articolare

Immaginate quanto sarebbe felice quando si conduce una vita libera da dolori articolari.  Naviga intorno a questo sito per scoprire i vantaggi:

  1. libertà finanziaria: non devi rinunciare alla tua carriera. A volte le persone sono costrette a far avanzare il loro pensionamento a causa di dolori articolari. La mobilità limitata ha un impatto negativo sulle prospettive lavorative.  Di conseguenza, le persone perdono la loro libertà finanziaria.  Quando uno è Hale e sano ci sarà più libertà finanziaria.  La capacità di lavorare e guadagnare un sostentamento non viene influenzata.  Questo è il motivo per cui rimanere sani è più importante.   È possibile risparmiare più soldi evitando le spese sanitarie.
  2. libertà fisica: quando il movimento non è limitato un individuo può andare in luoghi liberamente. Quando il dolore articolare limita il movimento, diventa difficile condurre una vita normale. Tali pazienti devono dipendere da altri per le loro falle domestiche.  Anche per le commissioni, hanno bisogno dell’aiuto di altre persone.
  3. vita sana: condurre una vita sana è una condizione fondamentale per rimanere felici. Immaginate quanto sia gioioso se i pazienti possono camminare da soli. Possono intraprendere viaggi e visitare luoghi di interesse.  Possono andare a camminare e godersi la natura.  Libererebbe la loro vita dagli arresti domiciliari.  I pazienti affetti da artrite confinano la loro vita all’interno delle quattro pareti.  Questo porterà alla depressione.  Oltre ad essere soli, affrontano notti insonni.  Il dolore e l’infiammazione causano così tanto disagio.  Inoltre, non è possibile mangiare tutto ciò che piace.  Se la salute peggiora, si deve rinunciare ai loro cibi preferiti.    Usare Arthrolon può alleviare uno di tutte le difficoltà.  Quando le articolazioni sono libere da artrite vita diventa molto felice.
  4. Focus sulla bellezza e la salute: qualsiasi tipo di malattia rende le persone perdono il loro interesse per la bellezza. Questo rende la vita più noiosa e noiosa. Indossando abiti buoni, facendo i capelli correttamente, un leggero rivestimento di lucidalabbra o una pedicure può aumentare la mente.  Vedere se stessi con la bellezza aggiunta allo specchio può aumentare la felicità e la fiducia in se stessi.   Sfortunatamente, i pazienti affetti da artrite perdono tutti questi piaceri.  Il dolore costante non lascia mai pensare a qualsiasi altra attività.  Gradualmente perdono il loro interesse per l’autocura e l’abbellimento.
  5. 5. vita sociale: la salute e la bellezza sono come due magneti che attirano le persone verso di noi. Il dolore succhia energia. Drena un individuo e uccide l’interesse di incontrarsi, parlare e mescolarsi con le persone.  Quando uno è presentabile, la persona rende le persone intorno sentirsi felice ed energico.  Partecipare con entusiasmo alla vita sociale diventa difficile a causa del dolore articolare.

 

 

Il pensiero positivo aggiunge alla bellezza di una persona

Il pensiero positivo aggiunge alla bellezza di una persona

La bellezza si trova sugli occhi del Beholder, è la pelle profonda e non la faccia trucco superficiale, che vedrà il vero voi allo specchio. Atteggiamento positivo e senso di benessere sono estremamente importanti per mantenere se stessi e in mezzo alla pace. Le persone tossiche dovrebbero essere evitate in quanto hanno un alto livello di influenza negativa su di voi e il vostro comportamento subconsciamente. Ci stiamo concentrando tanto sul nostro volto e aggiungendo più prodotti di bellezza per sembrare belli, eppure al centro del nostro cuore, portiamo un sacco di odio, il peso delle influenze negative che devono essere infrante. Guardando il positivo sull’altra persona è l’abilità più importante che ci dà un sacco di soddisfazione e rimuove pensieri negativi su di loro.

 

I pensieri positivi sono molto importanti per cercare la pace interiore; Ci sono state molte discussioni su come mantenere l’auto-calma interiore in mezzo a tanti Commotions, e utilizzando prodotti naturali e chimici liberi ringiovanisce il corpo e la mente, e in ultima analisi, dà origine al benessere personale. Le strategie vi aiuteranno a rimanere resilienti per tutto il giorno, alleviare lo stress e gestire problemi più grandi sorgono.

 

  • far crescere il vostro buon circolo di amici per aiutare e ottenere l’aiuto esteso da famiglie e amici per un grande regime di bellezza
  • ridurre l’ansia con un bagno lenitivo e aromatico utilizzando oli essenziali che rivive lo stress e calma i nervi togliendo tutta la tensione e la deformazione dal lavoro • l’uso delle sedute di pulizia e tonificante naturali con scrub e gel fatti in casa è il modo migliore per sentirsi con la natura e hanno un’atmosfera positiva intorno
  • sentirsi bene sulla vita e sempre essere grati o il divino per dare una bella vita, godersi la natura è meglio, con un soffio di aria fresca a casa e luce solare brillante attraverso le finestre di casa, che dà l’ossigeno fresco che è necessario per il positivo SP libero Irit
  • mantenere le piante che emettono un sacco di ossigeno e mantenere il senso di bontà intorno al vostro nido, imparare di più, dalle antiche tecniche del Feng Shui che i reparti tutte le energie negative sviluppano una passione per leggere buoni libri che motivano il vostro cibo per il pensiero, potrebbe essere il prossima unità per perseguire la vostra passione sia che si tratti di scrivere, o cucinare o cuocere, e tutto ciò che porta un sacco di fiducia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anemia: considerazioni speciali per le donne

Anemia: considerazioni speciali per le donne

L’anemia si verifica a causa della carenza di emoglobina (HGB) o globuli rossi. La condizione anemica è trovata come una grande preoccupazione nei paesi sviluppati e in via di sviluppo. Il problema comune della condizione anemica è la carenza di ferro. L’HGB è una proteina presente nei globuli rossi e dona un colore rosso al sangue. La funzione principale dell’HGB è quella di trasportare l’ossigeno dai polmoni ai tessuti. Per svolgere tutte le funzioni del corpo, l’ossigeno è molto importante. La carenza di HGB porta a condizioni anemiche lievi, moderate e gravi. Gravi condizioni anemiche portano a problemi cardiaci, cervello, e altri organi. Se questa condizione non viene trattata immediatamente, porta alla morte.

L’impatto dell’anemia è per lo più sulle donne, sia le donne incinte che quelle non incinte soffrono di questa malattia. È dovuto alla scarsa nutrizione e alla perdita di sangue durante le mestruazioni. Durante il periodo di gravidanza, le donne hanno bisogno di un aumento dell’afflusso di sangue e provoca l’aumentata condizione anemica. Circa il 30% della popolazione mondiale soffre di anemia e il 20% della morte materna si verifica.

Sintomi di anemia

Quando si dispone di anemia nella fase lieve si deve notare e sottoporsi a trattamento. I sintomi di anemia sono i seguenti:

  1. sensazione di stanchezza
  2. difficoltà respiratorie
  3. aumento del battito cardiaco
  4. pelle pallida
  5. sensazione di freddezza
  6. perdita di concentrazione

Motivo della condizione anemica

  1. a causa di sanguinamento mestruale pesante ci sarà molta perdita di sangue e sanguinamento del naso frequente e coloro che soffrono del problema di accumulazione avrà perdita di sangue dall’intestino.
  2. carenza di vitamina B12 e anche l’acido folico provoca l’anemia perniciosa.
  3. le donne che soffrono di HIV soffriranno di anemia a causa della prevenzione della formazione di globuli rossi.
  4. condizioni della tiroide.
  5. danno nel midollo osseo o nel rene.
  6. l’anemia si trova comunemente nelle donne in gravidanza.
  7. le donne che soffrono del fibroide nell’utero avranno un sanguinamento mestruale pesante e avranno anemia.

Diagnosi e trattamento dell’anemia

L’anemia può essere testata dal livello di emoglobina nel sangue. Il livello normale di emoglobina dovrebbe essere di circa 12 grammi per decilitro. Se raggiunge sotto 6,5 poi è pericoloso.

Il trattamento per l’anemia è prima di sapere la fonte di sanguinamento e controllarlo. Prendere la dieta che è ricca di contenuto di ferro come foglie verdi, fagioli, date, compresse di ferro, frutti di mare. È possibile trovare ulteriori fonti e farmaci per l’anemia dalle fonti naturali e migliorare la qualità della vita.