Castello di Sabuci

Il Castello di Sabuci (Castrum Sabuci) non è localizzato con certezza.
In Idrisi (1150 ca.) si legge “Sabuci, alto castello, ben provveduto, distante di dodici miglia da Caltanissetta”.
Dal Pirri apprendiamo: (1173) “casale quod Sabuci appellatur”, e dal Gregorio: (1296) “Petrus Lancea pro proventibus terre Nari, Caltanixetta, la delia, casali Sabuci”.
L’Amico riferisce che: (1436) Guglielmo Raimondo Moncada deve riedificare il castello di Sabuci, nel territorio di Caltanissetta.
Infine Maurici: (1438), castello in rovina e licentia populandi concessa a Guglielmo Raimondo Moncada, senza esito.

Calatabusammara Visto: 750
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CALATABUSAMMARA (Val di Mazara)

Il sito, non localizzato sul terreno, è da ricercarsi sul complesso della Rocca Busambra. (Amico 1855 – 56,1, p. 170; Maurici 1998, p. 71).
La Rocca Busambra giustifica pienamente il toponimo in qal’a di Calatabusammara, un fortilizio o abitato fortificato attestato solo a partire da età normanna. Ma la costruzione del toponimo in abù (Qal’at abù Sumrà: ‘la fortezza di abù Sumra”} testimonierebbe, secondo H. Bresc, dell’esistenza di una fortezza già in epoca musulmana (Bresc 1994, p. 66) come nel caso di Caltavuturo (Qal’at abù Thàwr. ‘la fortezza di abù Thawr).

Nei tempi antichii re costruironofortezze come mezzo per proteggere la città.  I fortieranosituati in luoghi dove l’accessibilità è dura.  Più sopra questi Forts eranoipunti di raccoltadelletasse.  Avevano un buoncontrollosullepersonechecercanoentrata e uscita.    Cliccasu questo link per conosceremaggioridettaglisullafortezza di Calatabusammara.

Notizie storiche:
1182 – il confine della magna divisa di Corleone vadit per summitatem montis et descendit ad Kalatabusamara, senza altra specificazione sulla località – Cusa 1868-82,1, p. 196. Il toponimo in qal’a permette di supporre che Calatabusammara fosse un fortilizio o un abitato fortificato.
1548 – contrada – Pergamene Calatamauro, p. 100, perg. 301 (Maurici 1998,
p.71).
1417 – feudo – Lionti 1891, p. 231.
1558 – fortezza in rovina – Fazello 1817,1, X, III, p. 620.
1571 – feudo vacato lu casali di Busammara – Nania 1995, p. 43 nota 25.
1757 – “… villaggio Calata Busammara, di cui rimangono ingenti mine … presenta un’insigne fortezza di città” – Amico 1855-56,1, p. 170.
Alla fine del XII secolo, con la prima attestazione documentaria, il sito sembrerebbe già abbandonato e diventato un semplice punto di riferimento per l’indicazione dei confini del distretto di Corleone.
Stato di consistenza: attestazione documentaria.

CALATAMATTERI Visto: 403
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Il “castrum et locum” di Lalatamatteri nel 1408 risulta infeudato a Nicolò Peralta.
La sua ubicazione è incerta.

Castello di Al-Khazan Visto: 735
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Castello di Al-Khazan

Il castello è citato al 1150 da Idrisi come castello posto “”in cima d’un monte: una delle più belle rocche”” e “”prospero paese, con poderi e casali””. Tuttavia del sito non v’è alcuna traccia e non è stato identificato con certezza.
dalla descrizione di Idrisi, si può dedurre che il castello (o l’abitato fortificato) sfruttava un sito dalla posizione elevata e favorevole per proteggere e controllare il territorio agricolo ed i casali in esso esistenti.
Si ritiene sia da da ubicarsi ipoteticamente su un rilievo montuoso presso il lago artificiale dello Scanzano, fra Marineo e la Rocca Busambra.

Castello di Mirga Visto: 437
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Al 1150 “Mirga è piccolo, ma forte castello, con un borgo e abituri”, posto ad un miglio da Alcamo.
Il sito non è identificato.

Monte Grifo Visto: 765
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CASTELLO DI MONTE GRIFO (Trapani)

L’ubicazione è ignota; è inoltre incerto se si trattava di un castello o di un piccolo abitato fortificato.
Localizzazione storica: Val di Mazara.
Notizie storiche:
1358 (ago. 9) – lettere agli abitanti di Mazara, Marsala, Partanna, Misilindi-Belice (Bilichij) e Monte Grifo, perchè prestino la debita obbedienza al nobile Giorgio de Graffeo nominato capitano di guerra di queste località, con la cognizione delle cause criminali e con facoltà di farsi sostituire da idonee persone – Cosentino 1886, p. 489.
1358 – re Federico IV volendo ricompensare i fedeli che insieme a Giorgio da Graffeo lavorarono per ricuperare Mazara, Marsala, Misilindino e Monte Grifo dalle mani dei ribelli e nemici, affida al detto Giorgio la divisione, in favore dei nominati fedeli, dei beni sequestrati ai ribelli a Mazara, Marsala e nei luoghi di Misilindino e Monte Grifo – Cosentino 1886, p. 489.
Stato di consistenza: attestazione documentaria.

MOTTA SANT’ANGELO Visto: 427
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Nel 1355 la Motta Sant’Angelo (Mocta Sancti Angeli), che sembrerebbe potersi ubicare nell’attuale territorio della provincia di Trapani, viene recuperata al re dalla famiglia Abbate.
Ubicazione incerta.

 

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