CASTELLO DI BURGIMILLUSO (Menfi – Agrigento)

 

Il castello di Burgimilluso, ubicato nel centro urbano, nella piazza Vittorio Emanuele di Menfi si trovava nella zona di caccia del basso Belice dove Federico II ordinò la costruzione di un abitato sul luogo dell’attuale Menfi.
Sicuramente legato all’iniziativa di popolamento programmata dall’imperatore, il castello, con la sua mole austera, nacque per proteggere e controllare il nuovo centro abitato. D’altronde, nella descrizione dell’assedio del 1316, si delinea il carattere militare della torre che si dimostrò sufficientemente forte da resistere all’attacco degli angioini, malgrado il numero esiguo di soldati della guarnigione.
L’edificio era formato da due torri pressoché quadrate (9,40 m e 6,50 m di lato) affiancate, ma l’una arretrata rispetto all’altra. Nella rientranza del lato occidentale si trovava la scala d’accesso al primo piano alloggiata in un corpo di fabbrica.
L’interno era diviso in tre piani coperti a crociera al pianoterra e ad ombrello al primo piano. La terrazza si presentava con un coronamento a beccadelli e parapetto.
L’attribuzione della torre ad età sveva proposta da G. Agnello, in base ai caratteri architettonici, rimane tuttora valida a giudizio degli studiosi che più recentemente si sono occupati del monumento (Bruschi, Miarelli Mariani
1975; Grasso 1980; Maurici 1997).
Nel 1239 – Federico II ordina la costruzione di una habitacio apud Burgimill.
Nel 1264 – abbiamo notizia di una  terra Burgimillus.
Nel 1283 (ott. 4) – casale quod dicitur Burgibillusium positum prope dictam terram Sacce concesso a Stefano di Nicola ed a Filippo Guarichi di Sciacca.
Nel periodo 1287-1392 – la famiglia Manuele è titolare della località.
Nel 1296 – Conradus de Manuele miles pro casali Burgimillusi.
Nel 1316 – è citato come castello di Burgimillus.
Nel 1316 – la torre detta del Borgetto, viene invano assediata dagli angioini per qualche giorno.
Nel 1355 è di nuovo citato come casale.
Nel 1392 – ne è titolare Guglielmo Peralta.
Del 1519 è una licentia populandi che non avrà esito.
Del 1637 è la licentia populandi alle origini di Menfi.
L’edificio è stato distrutto quasi totalmente dal terremoto del 1968, rimane documentazione grafica e fotografica. Al suo posto è sorto un edificio moderno che riproduce l’antica planivolumetria.
I pochi ruderi oggi visibili, inglobati nella recente costruzione che ripete lo schema planivolumetrico della torre, non permettono considerazioni diverse da quanto già scritto da G. Agnello.
La proprietà attuale è pubblica (Comune).
L’uso attuale è di sala mostre ed uffici del Comune.

 

Vedi anche…