CASTELLO DI ODOGRILLO (Acate)

Ubicazione: contrada Casale. Si raggiunge dalla strada statale 115, voltando a sinistra (est) al km 283,300 e percorrendo la vicinale Macconi-cozzo Perrera per oltre 2 km.
Localizzazione storica: Val di Noto.

Da questo Hyperlink ilettorisaprannocheilcastello era unavoltaunaresidenzafortificata. Questo è statofatto per l’imperatore di rimanerelìnelle sue vacanze e rilassarsi. E sitrovanellariservaimperiale di cacciadelBeliceinferiore. Si dice chesiasituatonelle zone disabitate

Cronologia delle principali fasi storico-costruttive: il castello e attestato dal XIV secolo; era in rovina già alla metà del XVI.
Notizie storiche: 1282 – Odogrillo e attestata come universitas – Carini, Silvestri 1882, p. 11.
1392 – il castrum Odogrilli e concesso a Bernat Cabrera – ASPA, Regia Cancelleria 28, c. 180v.
XVI (meta) – in rovina – Fazello, II, p. 529.
Proprieta attuale : privata. Vincoli:L. 431/85.
Uso attuale: nessuno. Stato di consistenza: ruderi che non consentono una ricostruzione neanche parziale dell’impianto.
Impianto planimetrico: non rilevabile.
Rapporti ambientali: il sito si trova sulla riva meridionale del fiume Dirillo o Acate.
Descrizione: in contrada Casale si conservano i resti di un grande muro, comunemente indicato come il sito del casale Odogrillo. La muraglia si sviluppa in direzione nord-sud per una sessantina di metri ed è alta fino a 6 m. dal piano di campagna. Presenta la facciavista rivolta verso ovest e corre verso il fiume in due tratti rettilinei prima di ispessirsi in un baluardo angolare sulla sponda del Dirillo.

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CASTELLO DI BISCARI (Acate – Ragusa)

Castello di Biscari – Acate – foto storicaLa costruzione consiste in un corpo di fabbrica quadrangolare con vasta corte interna a cielo aperto.
Il castello è ubicato alla congiunzione fra il vecchio borgo di origine medievale, dislocato sul declivio che delimita l’antico invaso del fiume Acate (oggi Dirillo) e il nuovo centro abitato voluto dai Paterno
Castello nel Seicento. Quest’ultimo, dislocato su terreno pianeggiante, si caratterizza per l’impianto planimetrico a graticola, tipico delle fondazioni feudali seicentesche dell’aristocrazia siciliana. Il paesaggio circostante è caratterizzato dalla vasta pianura, posta soprattutto ad oriente dell’antico incasso dell’Acato, ricca di colture arboree. Ad est si innalzano i monti Iblei.
Il castello-palazzo caratterizza, insieme alla grande chiesa madre, l’intero abitato costituito da costruzioni piuttosto basse. I due edifici si guardano alle due estremità della vasta piazza rettangolare della Libertà. Anche la chiesa madre mostra ancora evidenti i crolli causati dal terremoto del 1693.
Al 1299 è attestata l’ esistenza del casale di Biscari.
Del 1492, (ottobre) è la concessione regia con la quale si autorizza la costruzione del castello: fortilitium cum barbacanis…in dictu feudo di lu Biscari erigere, constituere et edificare posse… ac etiam dictam abitationem dictis hominibus venire volentibus ad habitandum in dicto feudo dare concedere possitis.
Castello Biscari – AcateNel XV secolo (1494) – Guglielmo Raimondo Castello fonda il castello probabilmente su una struttura difensiva precedente: Una epigrafe in situ recita: 1494 / quistu castellu et situ / di la [ter]ra fichi fabricari / lu magnificu signuri gull(elm)u / ramundu lu castellu regius / miles baruni di la dicta ter / ra et di la favaro[cta].
Nel 1633, (giugno) – con privilegio di rè Filippo IV, Agatino Paterno Castello riceve il titolo di principe di Biscari.
Nel XVII secolo (1643) – il principe Agatino fa edificare la chiesa dell’abbazia di San Giuseppe addossandola al castello-palazzo.
Nel 1693 l’11gennaio un devastante terremoto fa crollare parte dell’edifìcio.
Nel 1700 ca. – Il castello viene restaurato e il prospetto meridionale viene modificato. Viene costruito il bastioncello di sud-est.
Nel secolo XIX (1846) – il castello subisce nuovi danni a causa di un altro sisma.
Il castello è un vasto rettangolo con ampia corte centrale anch’essa rettangolare. Alle quattro estremità sorgevano quattro torri, una oggi completamente scomparsa, quella di nord-est. Delle tré rimaste, due sono a pianta quadra e fiancheggiano il prospetto principale sulla grande piazza della Libertà. La terza, a pianta circolare, è dislocata all’angolo di nord-ovest e rappresenta il più grosso relitto del precedente castello quattrocentesco che, forse, aveva anch’esso planimetria quadrilatera.
Le quattro ali del manufatto hanno oggi diversa consistenza volumetrica a causa del sisma del 1693. Le ali di ovest e sud sono integre, quella di nord lo è per due terzi mentre quella di est è ridotta ad un corpo basso. I due accessi principali si aprono sullo stesso asse nord-sud al centro delle rispettive ali.
Due torri angolari quadrilatere si elevano all’estremità del fronte meridionale che guarda sulla piazza della Libertà. Una torre cilindrica con base scarpata si eleva all’angolo di nord-ovest a fianco della chiesa di San Vincenzo. Il piano terra delle ali superstiti si presenta, all’estemo, con un prospetto a scarpa inclinata sul quale si aprono dei terrazzi oblunghi anticamente balaustrati.
Il piano nobile ha una fila di finestroni mentre il sottotetto presenta delle finestrelle. I portali d’accesso, settentrionale e meridionale, si aprono su avancorpi e sono varchi carrai. I rispettivi androni sboccano sulla corte inteena con ampi arconi ribassati e sono sovrastati da eleganti logge a tré archi sostenuti da colonne. Belli gli scaloni interni.
All’interno della corte, quasi al centro,una botola costituisce la bocca superiore di un’antica grotta “a bottiglia”. I prospetti esterni di ovest e di nord risentono del Manierismo romano e il portale settentrionale ne è un nobile esempio. Più contenuto, invece, lo stile del portale meridionale che, come tutto il prospetto nel quale si apre, è un esempio scolastico di neo-classicismo, movimentato soltanto dall’alto zoccolo scarpato. Alla sua estremità orientale, s’innesta il corpo basso del bastioncello che anticamente doveva essere coronato da parapetto e garitta angolare della quale rimane la base a mensola circolare. Era adibito a carcere.
Il complesso architettonico è conservato nelle parti principali.
La proprietà attuale è pubblica (Comune) ed è utilizzato per manifestazioni culturali, museo, visite turistiche.

 

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