Alcuni

Alcuni furono costruiti ex novo, altri nacquero dal riadattamento di strutture precedenti, come quello di Milazzo, in provincia di Messina.
Per restare sulla costa tirrenica del Messinese, uno splendido colpo d’occhio lo offre il castello feudale normanno di Caronia, tuttora abitato: assai ben tenuto, è racchiuso in un recinto con torri e vanta una splendida chiesetta. Tornano invece a portare la firma del grande imperatore svevo il castello di Santa Lucia del Mela, nell’entroterra, e, sulla costa ionica, quello di Scaletta Zanclea, dal magnifico dongione.
Castello di Montalbano
Anche quello di Montalbano, sui monti Nebrodi, rientra nel grande progetto federiciano di dotare la Sicilia di “circuiti forti” a difesa del territorio. Edificato nella forma attuale tra il 1302 e il 1311, è l’unico esempio riconosciuto, nell’isola, di palazzo residenziale trecentesco.

Lasciamo il Messinese ammirando la suggestiva rocca di capo Sant’Alessio, arroccato come un nido d’aquila sull’omonimo promontorio, con la parte antica medievale a strapiombo sullo Ionio.

Nero per i suoi conci lavici contro il mare blu cobalto, alle porte di Catania si staglia l’imponente castello di Aci. Ed  è proprio qui, sulla costa ionica, che Federico crea i suoi gioielli, unici per l’originalità delle concezioni volumetriche rispetto agli edifici di età normanna. Uno è il castello Ursino di Catania, che nel XIV secolo fu la residenza dei reali aragonesi. Spostandoci nell’entroterra, ecco il dongione di Paternò, il più grande dell’isola, attribuito a Ruggero il Normanno: dalle gigantesche bifore aperte forse da Federico II che vi soggiornò a più riprese, si ha un panorama mozzafiato sull’Etna e sulla piana di Catania. A fargli il paio, la vicina torre di Adrano: molto simile per tipologia, è anch’essa una creatura di Ruggero il Gran Conte (1073), pur se quello che vediamo è forse un rifacimento trecentesco.
Avanziamo verso il mare e di quattro secoli di storia, con la fortezza di Brucoli, nel Siracusano, il cui nucleo originario costruito tra il 1462 e il 1467 venne munito di bastioni e di torri angolari nel XVI secolo, a difesa dai corsari. Ma a dominare la scena ionica è ancora Federico; più oltre, infatti, incontriamo altri due capolavori del grande imperatore svevo. Si tratta del fortilizio di Augusta, a pianta quadrata con torri quadrate agli angoli; e del castello Maniace di Siracusa, che differisce dal precedente per le torri che qui sono rotonde. Per quanto notevolmente alterato, l’edificio conserva quasi integra la struttura esterna duecentesca.